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| Esempio di scheda per Battaglia Navale |
Chi non ha mai giocato a battaglia navale almeno una volta, magari su un semplice foglio a quadretti durante un viaggio in treno o un pomeriggio di pioggia?
Eppure, dietro questo gioco così familiare, si nasconde una storia sorprendentemente incerta — e più di una curiosità che vale la pena conoscere.
Le origini contese
Le origini vere non sono mai state chiarite del tutto, e le fonti internazionali non concordano tra loro.
Una delle teorie più accreditate lo fa risalire a L'Attaque, un gioco francese diffuso durante la Prima guerra mondiale — la stessa radice, curiosamente, da cui nascerà più tardi anche Stratego.
Altri attribuiscono l'invenzione a un certo Clifford Van Wickler, attorno al 1900-1931, che lo commercializzò come "Salvo" senza però brevettare l'idea originale.
Altri ancora lo collegano a Basilinda, un gioco copyrightato nel 1890 dalla E. I. Horsman Company, e c'è chi sostiene che ufficiali russi ci giocassero già su griglie disegnate a mano prima della Grande Guerra.
In Italia, quello che sappiamo con certezza è che il gioco arrivò nel gennaio del 1932, presentato dal settimanale "La Domenica del Corriere" come passatempo americano.
Per decenni si è giocato solo con carta e matita: due griglie a testa, una per le proprie navi, una per segnare i colpi tentati contro l'avversario.
È solo nel 1967 che Milton Bradley lo trasformò nel gioco da tavolo con le griglie di plastica forate che molti di noi ricordano dall'infanzia, con i pioli rossi e bianchi a segnare colpito o acqua.
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| Qui si segnano le proprie navi prima di iniziare |
Lo sapevi che...
- Nel 2025 Battleship è entrato nella National Toy Hall of Fame, il museo americano che riconosce i giochi più iconici della storia.
- La celebre frase "hai affondato la mia corazzata!" (in inglese "you sunk my battleship!") diventò un tormentone nazionale negli Stati Uniti grazie a una pubblicità televisiva del 1985, e resta ancora oggi un modo di dire scherzoso per indicare una sconfitta plateale.
- Dal 1967 ne sono state vendute oltre 100 milioni di copie.
- I francesi chiamano il gioco anche "touché-coulé" — espressione che, un po' come il nostro "colpito e affondato", è entrata nel linguaggio comune anche fuori dal gioco, per indicare una battuta o un'osservazione che va dritta al segno.
- Nei campi estivi americani esiste una variante "umana" del gioco: ogni nave è un gruppo di 8-10 persone che disegna la propria sagoma a terra con la farina, poi ci si mette dentro. I colpi si sparano con spugne bagnate o palloncini d'acqua, e ogni nave fa un coro buffo per farsi individuare dagli avversari.
- Esistono anche versioni "giganti" a noleggio, alte due o tre metri, spesso con luci LED per giocare di notte — pensate per feste, eventi aziendali e matrimoni.
- In un episodio dello show automobilistico britannico The Grand Tour, i conduttori Richard Hammond e James May hanno giocato a battaglia navale usando due gru come basi di lancio e venti auto elettriche come "colpi". Ha vinto May.
- Alla Cité des Sciences di Parigi, uno dei principali musei scientifici francesi, il gioco viene usato per insegnare ai bambini le coordinate su una griglia — le stesse basi logiche su cui si fonda buona parte della programmazione informatica.
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| Una variante della griglia, stessa impostazione |
Domande e risposte veloci
Quante navi ci sono in una partita classica?
Nella versione più diffusa ogni giocatore ha cinque navi: portaerei (5 caselle), corazzata (4), incrociatore e sottomarino (3 caselle ciascuno), cacciatorpediniere (2 caselle). Esistono comunque molte varianti con numero e dimensioni diverse, purché i due giocatori si accordino prima.
Che dimensione ha la griglia?
La misura classica è 10×10 caselle, identificate da una lettera per la colonna e un numero per la riga (per esempio "C7"), ma i giocatori possono concordare griglie più piccole o più grandi.
Si può giocare in più di due persone?
Nella versione tradizionale no, ma esistono varianti pensate per tre o quattro giocatori, spesso adattando le regole base.
Qual è la strategia migliore per vincere?
La tecnica più efficace si divide in due fasi. Nella fase di "caccia" si spara a scacchiera — una casella sì, una no — perché anche la nave più piccola occupa comunque almeno una casella "scura" dello schema. Una volta ottenuto un colpo, si passa alla fase di "bersaglio": si concentrano i tiri sulle caselle adiacenti per scoprire l'orientamento della nave e affondarla.
Qual è la differenza tra la versione classica e quella elettronica?
La sostanza del gioco è identica; la versione elettronica (introdotta nel 1977) aggiunge suoni ed effetti quando una nave viene colpita, ed è più difficile barare perché è il tabellone stesso a confermare i colpi.
Si può giocare senza il gioco da tavolo?
Sì, anzi: quello è il modo originale in cui si è sempre giocato. Bastano due fogli di carta a quadretti a testa (uno per le proprie navi, uno per segnare i colpi) e una matita — che è esattamente lo spirito delle schede che trovate qui sotto.
La mia scheda, pronta da scaricare
Ho preparato alcune schede di battaglia navale che mi piace usare quando gioco —
Quella che uso normalmente è quella che riporto di seguito, pronta da scaricare in formato jpg. Bastano due copie a testa: una per le proprie navi, una per segnare i colpi.
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| La scheda, pronta da stampare |
Buona battaglia!




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